Di Ufficio Stampa su Venerdì, 12 Giugno 2026
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Report sull'andamento occupazionale dei giovani in Basilicata e sui profili professionali più richiesti Aggiornamento: giugno 2026


1. Il quadro generale del mercato del lavoro lucano

Il mercato del lavoro della Basilicata presenta nel 2025-2026 segnali contraddittori: una domanda occupazionale attiva ma in rallentamento, persistenti difficoltà di reperimento dei profili e un forte squilibrio strutturale che colpisce in modo particolare i giovani.

L'anno 2025 ha visto una previsione di assunzioni di circa 49.000 unità in Basilicata, segnando un rallentamento rispetto al 2024, quando le nuove entrate avevano superato le 55.000. A livello provinciale, la domanda si è divisa tra le 25.410 entrate a Matera e le 23.360 a Potenza.

Il dato medio regionale evidenzia un tasso di disoccupazione del 6,7%, con un marcato divario di genere: le donne registrano un tasso di disoccupazione circa doppio rispetto agli uomini.

2. La condizione giovanile: NEET e disoccupazione under 30

Il fenomeno NEET (giovani che non studiano né lavorano) rimane una delle criticità più acute per la Basilicata.

In Basilicata il divario di genere tra i giovani NEET resta marcato: le donne registrano un valore pari al 19,9%, nettamente superiore a quello degli uomini (14,4%), evidenziando come l'inattività colpisca in misura più severa la componente femminile.

Sul piano nazionale, nel 2024 si contano 1,3 milioni di giovani (fascia 15–29 anni) in condizione NEET. Il tasso NEET attuale è del 15,2%, sebbene in calo rispetto al picco del 2014 (26,3%), rappresenta ancora una criticità strutturale. Le regioni del Mezzogiorno, tra cui la Basilicata, si collocano sistematicamente al di sopra di tale media.

Le imprese lucane cercano anche giovani — il 22% delle entrate è destinato a profili under 30 — ma per questa fascia d'età la difficoltà di reperimento sale fino al 53%. Questo dato illustra il paradosso lucano: domanda di giovani esistente, ma impossibilità di soddisfarla per mancanza di candidati o per disallineamento delle competenze.

3. I profili professionali più richiesti

Il sistema produttivo della Basilicata orienta la propria domanda verso profili operativi e tecnici, con limitatissimo spazio per le alte specializzazioni.

La categoria degli operai specializzati e conduttori di impianti si conferma la più ricercata, con il 42% delle entrate. Seguono i profili generici con il 23% e le professioni commerciali e dei servizi con il 19%.

Nei dati di fine 2025, le figure professionali più richieste si dividono tra professioni commerciali e dei servizi (32%) e operai specializzati e conduttori di impianti (32%), seguiti dai profili generici (18%).

Sul fronte della formazione, il mercato del lavoro lucano predilige i titoli tecnici e professionali. La qualifica o diploma professionale rimane il titolo di accesso prevalente per la maggioranza delle posizioni aperte.

4. Le alte specializzazioni: quanto sono richieste in Basilicata?

Questo è il punto più critico del mercato del lavoro regionale.

In Basilicata c'è poco spazio per dirigenti, specialisti e tecnici: la quota di assunzione per queste figure è appena del 10%, un valore che è la metà esatta della media nazionale (20%).

Ciò significa che mentre in Italia un'assunzione su cinque riguarda profili ad alta qualificazione, in Basilicata è appena una su dieci. Il gap è strutturale e riflette la composizione del tessuto produttivo locale, dominato da PMI con bassa intensità tecnologica.

A livello nazionale il trend è opposto: per il quinquennio 2025-2029, la domanda di lavoro sarà guidata da diplomati tecnici e laureati in discipline STEM, con il 37% del fabbisogno rivolto a laureati. La Basilicata sconta un forte ritardo rispetto a questa transizione.

I settori che soffrono maggiormente le difficoltà di reperimento sono la sanità e l'assistenza sociale, con punte del 60% di difficoltà, e le costruzioni (58%). Queste difficoltà non riguardano tanto le alte specializzazioni in senso stretto, quanto figure tecniche intermedie che mancano sul territorio.

5. Il problema strutturale: mismatch e fuga di cervelli

La causa principale delle difficoltà di reperimento è la mancanza di candidati (28,4%), seguita dall'inadeguatezza della preparazione (13,4%).

La risposta istituzionale della Regione Basilicata a questo problema è esplicita: per far fronte alla crescente fuga di cervelli dal territorio regionale, la Giunta regionale ha approvato l'avviso pubblico "Basilaureati – bonus alle imprese per l'assunzione di disoccupati laureati", finanziato con le risorse del PO FSE+ Basilicata 2021-2027 per un importo complessivo di 6 milioni di euro spalmati su tre annualità (2025, 2026 e 2027), con un incentivo massimo di 20.000 euro annui per ogni assunzione a tempo indeterminato di un laureato lucano disoccupato.

Sul versante formativo, la Regione Basilicata ha pubblicato avvisi per il finanziamento di master universitari di I e II livello, con priorità tematiche relative a energia, ambiente, cultura, turismo, biotecnologie e agroalimentare, in linea con la Strategia di Specializzazione Intelligente (S3) regionale.

6. La precarietà contrattuale come fattore di scoraggiamento

I contratti a tempo determinato continuano a rappresentare la stragrande maggioranza delle assunzioni, coprendo l'86% delle entrate previste, riservando solo il 14% ai contratti stabili. Questo dato spiega in parte perché i giovani lucani qualificati preferiscano cercare opportunità altrove piuttosto che accettare posizioni precarie in regione.

Sintesi e lettura critica
Indicatore Basilicata Media nazionale
Tasso disoccupazione generale 6,7% ~6,0%
NEET giovani donne 19,9% ~17%
NEET giovani uomini 14,4% ~12%
Quota assunzioni dirigenti/specialisti 10% 20%
Difficoltà reperimento under 30 53% ~45%
Contratti a tempo determinato 86% ~70%

Il mercato del lavoro lucano presenta una struttura polarizzata verso il basso nella qualificazione richiesta, con una domanda di alte specializzazioni dimezzata rispetto alla media nazionale. I giovani qualificati trovano poche opportunità coerenti con il loro percorso formativo e tendono a emigrare, alimentando un circolo vizioso di desertificazione del capitale umano. Le politiche regionali (FSE+, Basilaureati, voucher master) tentano di invertire questo trend, ma l'impatto strutturale rimane ancora limitato.

Fonti
Fonte Tipo Copertura
Sistema Informativo Excelsior – Unioncamere / Ministero del Lavoro Indagine continua su ~113.000 imprese Mensile/annuale, dati regionali e provinciali — excelsior.unioncamere.net
Rendiconto di Genere INPS 2025 – CGIL Basilicata Dati previdenziali e occupazionali per genere Regione Basilicata, 2025
Bollettino CCIAA Basilicata – Camera di Commercio della Basilicata Analisi mercato del lavoro locale Annuale 2025
Programma GOL – Ministero del Lavoro / Regione Basilicata Monitoraggio prese in carico CPI Aggiornato a gen. 2025
ISTAT – Rilevazione Forze di Lavoro Indicatori strutturali (tasso occupazione, NEET) Annuale
Regione Basilicata – Ufficio Stampa / BUR Avvisi pubblici FSE+ (Basilaureati, voucher master) 2025-2027
Rapporto Previsivo Excelsior 2024-2028 Fabbisogni professionali a medio termine Quinquennale
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