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Report Nucleare in Italia - chi conviene davvero ?

confronto_costi_energia_rinnovabili_nucleare_smr

 Una parte rilevante dei dati e delle stime comparative tra nucleare e rinnovabili contenuti in questo documento si basa sui risultati di uno studio accademico condotto dall'Università di Aalborg (Danimarca), sottoposto a revisione paritaria (peer review) e pubblicato sulla rivista scientifica Energy. Tali dati sono utilizzati a scopo informativo e non sostituiscono un'analisi tecnica-economica specifica per il contesto italiano.


Il confronto sui costi tra fotovoltaico, eolico e nucleare, e una lettura critica del piano SMR del governo italiano

Luglio 2026

1. Sintesi

I dati economici disponibili nel 2026, provenienti sia da analisi accademiche indipendenti (Università di Aalborg) sia da operatori finanziari specializzati (Lazard, BloombergNEF), convergono su una conclusione: a parità di condizioni, il costo dell'energia da fotovoltaico ed eolico resta nettamente inferiore a quello del nucleare, tradizionale o modulare. Gli Small Modular Reactor (SMR), su cui il governo italiano ha costruito la propria strategia di ritorno all'atomo, si trovano oggi a un costo d'impianto stimato oltre i 10.000 $/kW, più del quadruplo della soglia di competitività individuata per l'Italia (2.200 €/kW). A questo si aggiunge un dato tecnologico difficile da aggirare: nel 2024 risultavano operativi nel mondo solo 3 SMR su 98 progetti censiti, nessuno dei quali in un contesto regolatorio comparabile a quello europeo.

2. Come si confrontano i costi: il metodo LCOE

Il parametro standard per confrontare fonti energetiche diverse è il Costo Livellato dell'Energia (LCOE, Levelized Cost of Electricity): il rapporto tra il costo complessivo di un impianto lungo tutto il suo ciclo di vita — investimento, esercizio, manutenzione, combustibile — e l'energia totale prodotta nello stesso periodo. È un indicatore imperfetto (non tiene conto, ad esempio, della disponibilità temporale dell'energia prodotta), ma resta lo strumento più utilizzato per confrontare tecnologie eterogenee su basi comuni.

Fonte

LCOE min ($/MWh)

LCOE max ($/MWh)

Fonte del dato

Eolico onshore

27

86

Lazard / BloombergNEF 2025-26

Fotovoltaico utility-scale

29-39

78-92

Lazard / BloombergNEF 2025-26

Eolico offshore

70

157

Lazard 2025

Ciclo combinato a gas

45

74

Lazard 2025

Carbone

65

152

Lazard 2025

Nucleare (impianti tradizionali)

131

204

Lazard 2024-25

SMR (stime per i primi impianti commerciali)

80

180

Stime di settore, IlPost/BofI 2026

Tabella 1 — Intervalli di LCOE per fonte, dati aggregati da Lazard (report 2024-2025) e BloombergNEF ("Levelized Cost of Electricity 2026"). Per gli SMR non esistono ancora dati consuntivi: le cifre riportate sono stime di settore per i primi impianti commerciali.

Il quadro è netto: l'eolico onshore e il fotovoltaico su grande scala restano, per BloombergNEF, le tecnologie a costo più basso in assoluto, davanti anche al gas a ciclo combinato. Il nucleare tradizionale, secondo i dati Lazard più recenti, è cresciuto del 14% rispetto alle stime precedenti, raggiungendo un LCOE medio di 183 $/MWh — un valore che uno studio dell'Università di Aalborg su un ipotetico sistema energetico a impatto zero colloca a circa il doppio del costo di un mix ottimale eolico offshore più fotovoltaico.

Va detto con onestà che il confronto va letto con cautela: l'LCOE non incorpora i costi di sistema legati all'intermittenza delle rinnovabili (stoccaggio, bilanciamento di rete), che in un sistema a grande penetrazione rinnovabile diventano rilevanti. Lo stesso studio danese, tuttavia, ha introdotto un indicatore più completo (SLCOE) che include proprio questi costi di sistema — e anche con questa correzione il nucleare non risulta mai la soluzione a minor costo in nessuno degli scenari testati.

3. Il caso specifico degli SMR

Gli Small Modular Reactor sono reattori di potenza contenuta (tipicamente sotto i 300 MW), pensati per essere prodotti in serie in fabbrica e assemblati sul sito come moduli prefabbricati, riducendo tempi e costi di cantiere rispetto ai grandi impianti tradizionali. È una logica industriale sensata sulla carta, ma oggi resta in larghissima parte teorica.

Parametro

Nucleare tradizionale

SMR

Costo di impianto stimato

6.600 $/kW (dati IEA/Lazard)

> 10.000 $/kW (progetti su carta)

Soglia di competitività stimata per l'Italia

2.200 €/kW

2.200 €/kW (non raggiunta)

Precedente reale (Vogtle, USA)

oltre 16.000 $/kW a consuntivo

nessun impianto di riferimento realizzato

Impianti realmente operativi nel mondo (2024)

circa 440 reattori tradizionali

3 su 98 progetti censiti (1 Cina, 2 Russia)

Tabella 2 — Confronto tra costi stimati/reali del nucleare tradizionale e degli SMR. Fonti: rapporto "I costi del nucleare" (100% Rinnovabili Network, gennaio 2025); QualEnergia; Banca d'Italia (giugno 2025); Il Post (giugno 2026).

Due elementi meritano attenzione. Il primo è che il costo dichiarato degli SMR (oltre 10.000 $/kW) non è una stima prudenziale ottenuta da progetti realizzati: è quanto emerge dai pochi progetti ancora sulla carta, prima che i tipici sforamenti di cantiere — che nel nucleare tradizionale hanno più volte raddoppiato i costi iniziali, come nel caso dei due reattori AP1000 di Vogtle, in Georgia, passati da una stima iniziale a un costo finale di oltre 16.000 $/kW — si manifestino. Il secondo è la totale assenza di un precedente comparabile: mancherà, per usare l'espressione della coalizione ambientalista 100% Rinnovabili Network, "la prova del budino" finché non sarà realizzato un SMR di grande diffusione i cui costi possano essere confrontati con quelli, ben noti, di un reattore tradizionale.

La promessa della produzione in serie — che dovrebbe abbattere i costi attraverso economie di scala industriali — richiede secondo gli analisti centinaia di ordini garantiti da parte dei governi prima di diventare realtà. Nessun paese, Italia compresa, si trova oggi in questa condizione.

4. Il piano del governo italiano: cosa prevede davvero

Il 4 giugno 2026 la Camera ha approvato, con 155 voti favorevoli e 86 contrari, il disegno di legge delega sul cosiddetto "nucleare sostenibile", ora all'esame del Senato. Il testo prevede l'archiviazione definitiva dei vecchi impianti nucleari italiani e punta su due famiglie tecnologiche: gli SMR di III generazione avanzata e gli AMR (Advanced Modular Reactor) di IV generazione, questi ultimi ancora più lontani dalla maturità commerciale. Entro dodici mesi dall'entrata in vigore della legge, il governo dovrà adottare i decreti legislativi attuativi che stabiliranno le regole concrete.

Il obiettivo dichiarato dal governo è la realizzazione di circa venti SMR entro il 2050, per coprire circa il 10% del fabbisogno elettrico nazionale. Il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha più volte indicato il 2035 come data possibile per i primi reattori attivi, definendola egli stesso una valutazione ottimistica; la piena maturità commerciale degli SMR in Europa è attesa, secondo le stime più prudenti, non prima di una decina d'anni, a cui si sommano i tempi di licenza da parte dell'Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare (ISIN).

Sul piano industriale, il progetto coinvolge Ansaldo Nucleare (gruppo Cassa Depositi e Prestiti), la collaborazione Nuclitalia tra Enel, Ansaldo Energia e Leonardo, e un dialogo aperto con Fincantieri su possibili applicazioni navali. È significativo, tuttavia, che nel piano industriale di Enel al 2028 — che prevede investimenti complessivi per 53 miliardi di euro — non figuri alcuno stanziamento per il nucleare: il principale operatore elettrico italiano, di cui il Ministero dell'Economia è primo azionista, non sta al momento allocando risorse proprie sul comparto.

Le promesse politiche sulle bollette

Diversi esponenti di governo hanno collegato il ritorno al nucleare a una riduzione delle bollette: il ministro Pichetto Fratin ha parlato di un possibile taglio del 30-40%, mentre il vicepremier Matteo Salvini ha ipotizzato l'accensione dei primi impianti entro sette anni dall'avvio. Sono affermazioni che, alla luce dei dati di costo e dei tempi di sviluppo sopra descritti, appaiono difficilmente compatibili sia con lo stato reale della tecnologia SMR sia con le tempistiche indicate dallo stesso ministero per la piena operatività (metà del prossimo decennio, quindi verosimilmente 2035 in poi).

Lo stesso ministro ha comunque escluso, nel corso di un evento di settore, l'acquisto di reattori SMR nel corso di questa legislatura: l'obiettivo dichiarato nel breve periodo è creare la cornice giuridica e regolatoria, non avviare cantieri.

5. Gli SMR sono davvero la soluzione? Una lettura critica
  • •Costo: allo stato attuale gli SMR non sono competitivi. Il loro costo di impianto stimato è più di quattro volte superiore alla soglia di competitività individuata per il contesto italiano (2.200 €/kW), e le stime attuali non hanno ancora superato la prova del cantiere reale, dove il nucleare ha storicamente sforato i costi previsti anche del 100%.
  • •Tempi: anche nello scenario più ottimistico indicato dal governo (2035), gli SMR arriverebbero un decennio dopo che le rinnovabili avranno già consolidato ulteriori riduzioni di costo — BloombergNEF stima un calo aggiuntivo del 20-30% per fotovoltaico ed eolico entro il 2035.
  • •Copertura del fabbisogno: l'obiettivo dichiarato di circa 20 SMR entro il 2050 coprirebbe solo il 10% della domanda elettrica nazionale, una quota che non risolve da sola la dipendenza dall'estero richiamata dallo stesso ministro (attualmente il 15-20% dell'energia elettrica italiana proviene dall'estero, in gran parte nucleare francese).
  • •Precedenti industriali: su 98 progetti SMR/AMR/microreattori censiti nel mondo, solo 3 risultano operativi, e nessuno in un contesto regolatorio e di sicurezza paragonabile a quello europeo o italiano.
  • •Investimento privato: il maggiore operatore elettrico italiano non alloca risorse proprie al nucleare nel proprio piano industriale corrente, un segnale di come il mercato valuti oggi il profilo di rischio-rendimento della tecnologia rispetto alle rinnovabili.

Questo non significa che la scommessa sugli SMR sia priva di razionalità strategica: un mix energetico con una componente di generazione costante ("baseload") indipendente dalle condizioni meteo ha un valore che il solo LCOE non cattura interamente, e la sovranità energetica è un obiettivo politico legittimo al di là del solo calcolo economico. Ma presentare gli SMR come leva imminente per abbassare le bollette delle famiglie, con tempistiche di sette-dieci anni e a fronte di costi che oggi restano quattro volte superiori alla soglia di competitività, non trova sostegno nei dati attualmente disponibili. Nel breve-medio periodo, il continuo calo di costo di fotovoltaico, eolico e sistemi di accumulo resta, sui numeri, l'opzione più conveniente per contenere il costo dell'energia elettrica in Italia.

6. Fonti principali
  • •Lazard, Levelized Cost of Energy Analysis, edizioni 2024-2025.
  • •BloombergNEF, Levelized Cost of Electricity 2026.
  • •Lund H. et al., "SLCOE — a system-based LCOE for comparing energy technologies", Energy, Università di Aalborg, 2026.
  • •100% Rinnovabili Network (Legambiente, WWF, Greenpeace, Kyoto Club), "I costi del nucleare", gennaio 2025.
  • •QualEnergia.it, "Nucleare, costi dell'elettricità circa tre volte maggiori delle rinnovabili".
  • •Il Post, "Che intenzioni ha il governo sul nucleare", giugno 2026.
  • •Il Fatto Quotidiano, "Smr e nucleare: il governo promette bollette più basse, ma i conti non tornano", giugno 2026.
  • •Banca d'Italia, nota sui progetti SMR/AMR/MMR nel mondo, 2025.
  • •Resoconti parlamentari e dichiarazioni ministeriali su ddl nucleare sostenibile, Camera dei Deputati, giugno 2026.

Nota metodologica: i valori LCOE sono medie internazionali (prevalentemente USA per Lazard/BNEF) e vanno adattati con cautela al contesto italiano; le stime sugli SMR, non essendo ancora disponibili impianti a regime, restano soggette a revisione.

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