Tirocini, apprendistato, ITS: guida alle strade verso il lavoro
Sommario: Per un giovane che cerca lavoro, le porte d’ingresso sono più di una e non sono equivalenti. Il tirocinio è un periodo di formazione in azienda e non un contratto di lavoro. L’apprendistato è un contratto vero e proprio, a tempo indeterminato, con una componente formativa. Gli ITS Academy sono percorsi tecnici post-diploma che portano a un titolo e a un’occupazione qualificata. Questa guida spiega come funzionano, a chi servono e quali attenzioni usare, con un focus sulla Basilicata.
1. Perché serve una guida
Il mercato del lavoro giovanile ha un paradosso. Da un lato molti ragazzi non trovano lavoro, dall’altro le imprese faticano a reperire profili tecnici. Secondo le stime del Ministero dell’Istruzione basate su dati Unioncamere, ogni anno i posti da coprire con diplomati tecnici e professionali sono tra 160.000 e 186.000, a fronte di circa 153.800 giovani in uscita da questi indirizzi, con una carenza stimata tra 8.000 e 33.000 unità all’anno.
Il punto, quindi, non è solo creare posti, ma far incontrare persone e imprese con strumenti adatti. Ed è qui che si inciampa: tirocinio, apprendistato e ITS vengono spesso confusi, o proposti senza spiegare cosa comportano.
2. La mappa in breve
| Tirocinio | Apprendistato | ITS Academy | |
|---|---|---|---|
| Cos’è | Percorso formativo in azienda | Contratto di lavoro con formazione | Percorso tecnico post-diploma |
| È un contratto di lavoro? | No | Sì, a tempo indeterminato | No, è un corso di studi |
| Per chi | Giovani e disoccupati, anche neolaureati | Giovani, con fasce d’età per tipologia | Diplomati |
| Durata | Mesi | Anni | Due o tre anni |
| Cosa si ottiene | Esperienza e competenze | Qualifica e stipendio | Diploma di tecnico superiore |
| Rischio principale | Uso improprio come lavoro mascherato | Formazione solo sulla carta | Corsi poco connessi al territorio |
3. Il tirocinio
Cos’è
Il tirocinio extracurriculare è rivolto a chi ha già concluso gli studi o è in cerca di occupazione. Serve a imparare sul campo e ad avvicinarsi all’impresa. Non è un rapporto di lavoro: per questo le istituzioni insistono sulla lotta ai rapporti di lavoro regolari camuffati da tirocini.
Regole di base
I tirocini sono regolati da linee guida nazionali del 2017 e dalla normativa di ciascuna regione. In Basilicata, il regolamento dell’Università prevede per i propri laureati una durata massima di 12 mesi, proroghe comprese, estesa a 24 per le persone con disabilità, e un’indennità a carico del soggetto ospitante. Per le misure finanziate con fondi pubblici, come quelle di Garanzia Giovani, la durata è invece stata fissata tra un minimo di due e un massimo di sei mesi.
Sull’indennità, le linee guida nazionali stabiliscono un importo non inferiore a 300 euro lordi mensili, erogato per intero a fronte di una partecipazione minima del 70% su base mensile. Le regioni possono prevedere importi più alti. Una ricognizione INAPP riporta per la Basilicata 450 euro, ma la cifra va verificata sulla disciplina regionale vigente.
La novità lucana: BasilStep
A settembre 2026 la Giunta regionale ha approvato l’avviso BasilStep – Tirocini & Lavoro, finanziato con il programma Fesr Fse+ 2021-2027 con una dotazione di 2,2 milioni di euro, rivolta ai giovani disoccupati tra 18 e 29 anni, residenti in Basilicata, in possesso di un diploma di maturità a indirizzo tecnico o scientifico.
Le caratteristiche principali:
- indennità mensile di 650 euro, per una durata ordinaria tra due e sei mesi, con impegno tra 100 e 140 ore al mese;
- numero di tirocini per impresa proporzionato alla dimensione: uno per le imprese fino a cinque dipendenti, due per quelle da sei a venti, e fino al 10% degli occupati oltre tale soglia;
- incentivo all’assunzione: le imprese che assumono il giovane a tempo indeterminato possono ricevere 10mila euro l’anno per due anni, fino a un massimo di 20mila euro per assunzione.
È un esempio di come il tirocinio possa essere collegato a un’assunzione. Resta da vedere, quando ci saranno dati, quanti tirocini si trasformeranno davvero in contratti stabili.
Come riconoscere un buon tirocinio
- esiste un progetto formativo scritto, con obiettivi e competenze da acquisire;
- c’è un tutor in azienda e uno nell’ente promotore;
- l’indennità è quella prevista e viene pagata con regolarità;
- le attività sono coerenti con il percorso e non coprono semplicemente un posto vacante;
- l’impresa dichiara cosa può accadere dopo.
4. L’apprendistato
Cos’è
L’apprendistato è, per il Ministero del Lavoro, un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato finalizzato alla formazione e all’occupazione giovanile, disciplinato dal D.Lgs. 81/2015. È la differenza decisiva rispetto al tirocinio: qui c’è un contratto, una retribuzione e dei diritti da lavoratore, con in più un obbligo di formazione.
Le tre tipologie
Primo livello: qualifica e diploma professionale. Per i giovani dai 15 ai 25 anni compiuti, finalizzato a conseguire qualifica, diploma professionale, diploma di istruzione secondaria superiore o certificato di specializzazione tecnica superiore in ambiente di lavoro. La durata non può superare tre anni, elevabili a quattro per il diploma professionale quadriennale.
Secondo livello: professionalizzante. Per i giovani tra i 18 e i 29 anni compiuti, per apprendere un mestiere o conseguire una qualifica professionale. La durata massima è di tre anni, elevati a cinque per le figure dell’artigianato individuate dalla contrattazione collettiva. Dal 2022 è possibile assumere con questa formula, senza limiti di età, anche lavoratori beneficiari di integrazione salariale straordinaria, per qualificazione o riqualificazione.
Terzo livello: alta formazione e ricerca. Per i giovani tra i 18 e i 29 anni, per conseguire titoli universitari e di alta formazione, compresi i dottorati di ricerca, i diplomi ITS, attività di ricerca e il praticantato per le professioni ordinistiche.
Questo terzo livello è un ponte tra i temi trattati in questa guida: permette di svolgere un percorso ITS o un dottorato mentre si lavora in azienda con un contratto.
Perché è interessante
- dà uno stipendio e una tutela contrattuale fin dall’inizio;
- trasforma la formazione in un obbligo dell’impresa, e non in una concessione;
- crea un legame stabile con l’azienda, perché il contratto nasce a tempo indeterminato.
Cosa verificare
- il piano formativo individuale: ci sono ore di formazione effettive, o solo di lavoro?
- il tutor aziendale, con competenze reali per insegnare il mestiere;
- il contratto collettivo applicato e l’inquadramento;
- le prospettive di conferma al termine.
5. Gli ITS Academy
Cosa sono
Sono percorsi biennali o triennali a numero chiuso, finanziati con risorse nazionali e regionali e monitorati da Indire per conto del Ministero. La frequenza è gratuita per tutti gli iscritti e si conclude con il diploma di Tecnico Superiore. Il sistema si inserisce nella filiera tecnico-professionale: gli studenti possono completare quattro anni di scuola tecnica o professionale e proseguire con altri due anni di ITS.
I numeri
Al 1° febbraio 2026, secondo la fotografia di Indire, risultavano 33.434 iscritti a 2.275 percorsi, distribuiti in 149 ITS Academy, con 5.482 imprese partner. Il Ministero ricorda che le Fondazioni sono 147, distribuite in dieci aree tecnologiche strategiche. Le cifre differiscono leggermente per data e metodo di conteggio.
Sul versante occupazionale, i dati sui 450 percorsi terminati nel 2023 indicano che l’84% risulta occupato a un anno dal diploma e, tra questi, il 93% ha un lavoro coerente con il percorso. Anche i dati del Ministero riportano circa l’84% di occupati e quasi il 92% di impieghi coerenti.
Alcuni siti divulgativi citano percentuali più alte, fino all’87%, e parlano di lavoro “garantito”. Conviene attenersi ai dati ufficiali di Indire e Ministero, e diffidare delle promesse assolute.
Basilicata
La regione ha una propria Fondazione: tra gli ITS dell’area energia compare l’ITS Academy di Basilicata, con percorsi in efficienza energetica e meccatronica.
Le criticità
- L’abbandono: nell’area energia il tasso è pari al 21,3%, una quota che riduce il numero finale di diplomati.
- Il numero chiuso: i posti sono limitati e la selezione conta.
- Le differenze tra territori e corsi: la media nazionale nasconde percorsi più e meno efficaci. Conviene chiedere alla Fondazione quanti diplomati dell’anno scorso lavorano oggi, in quale ambito e con quale contratto.
6. Come combinare le strade
I tre strumenti non sono alternativi. Possono costruire percorsi diversi a seconda del punto di partenza.
Il diplomato tecnico o scientifico. Può puntare a un ITS per specializzarsi, oppure a un tirocinio qualificato come BasilStep, o a un apprendistato professionalizzante se trova un’azienda disposta a formarlo. Un apprendistato di terzo livello permette anche di unire ITS e contratto di lavoro.
Il laureato. Può usare il tirocinio per un primo contatto con l’impresa e valutare poi l’apprendistato di alta formazione, o un dottorato industriale se il profilo è orientato alla ricerca.
Il giovane inattivo o con titolo di studio basso. Qui servono misure di accompagnamento. A livello nazionale operano l’incentivo Neet, il Bonus Giovani e il Piano integrato Autoimpiego, con 576 milioni di euro, nell’ambito del programma Giovani, donne e lavoro Fse+ 2021-2027. Il programma lavora anche su emersione, ingaggio e attivazione, con piani di azione personalizzati. L’apprendistato di primo livello può offrire una strada a chi non ha concluso gli studi.
7. Cosa può andare storto
Il tirocinio usato come lavoro a basso costo. Se l’attività non ha contenuto formativo e viene ripetuta da un tirocinante dopo l’altro, lo strumento perde senso.
L’apprendistato senza formazione. Il contratto c’è, ma la formazione è assente o formale.
L’ITS senza imprese vere. Un corso scollegato dal territorio non produce occupazione, qualunque sia la media nazionale.
La frammentazione. Giovani e imprese si perdono tra bandi, sportelli e sigle diverse. Senza una regia, ogni misura funziona a sé.
La mancanza di dati locali. Per la Basilicata non ho trovato dati pubblici che dicano quanti tirocini si trasformano in contratti, o quanti diplomati ITS lucani restano in regione. Senza questi numeri è difficile valutare cosa funzioni davvero.
8. Domande da fare prima di scegliere
Per un giovane:
- chi mi seguirà e con quale competenza?
- cosa imparerò, e come verrà certificato?
- quanto è l’indennità o lo stipendio, e quando verrà pagato?
- cosa succede alla fine: quanti di quelli che sono passati di qui sono stati assunti?
Per un’impresa:
- ho un progetto formativo reale e una persona in grado di seguirlo?
- posso garantire una prospettiva, oppure sto cercando manodopera temporanea?
- conosco gli incentivi disponibili e le regole da rispettare?
9. Conclusioni
Tirocinio, apprendistato e ITS rispondono a esigenze diverse e hanno rischi diversi. Il tirocinio è una porta d’ingresso, l’apprendistato è un contratto che unisce lavoro e formazione, l’ITS è un percorso di specializzazione che dialoga con le imprese. Funzionano meglio quando sono collegati tra loro e quando alle spalle c’è un sistema che li governa: università, imprese e istituzioni che parlano la stessa lingua.
Per i giovani lucani, le novità recenti, come BasilStep, vanno nella direzione giusta. Ora serve misurare i risultati e raccontarli in modo trasparente. È il modo migliore per distinguere gli strumenti utili da quelli che esistono solo sulla carta.




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