MANIFESTO PROGRAMMATICO
1. Premessa
L’Associazione Nazionale Giovani e Liberi nasce e cresce da un’idea semplice e, al tempo stesso, esigente: che una comunità si misuri dalla capacità di far incontrare le differenze, non di cancellarle. Per questo essa ha riunito, e continua a riunire, diverse appartenenze culturali, laiche e cattoliche, nella convinzione che il dialogo tra tradizioni diverse sia una risorsa per la democrazia e non un suo ostacolo.
Questo documento definisce l’identità, i valori, le priorità e il metodo di lavoro dell’Associazione. Non è un elenco di slogan né un programma elettorale: è un patto di impegno rivolto ai soci, alle giovani e ai giovani, alle istituzioni, alle altre realtà del Terzo settore e a tutte le donne e gli uomini onesti e di buona volontà che desiderano contribuire al bene comune.
Il contesto in cui ci muoviamo è segnato da precarietà del lavoro, difficoltà di accesso all’autonomia abitativa ed economica, spopolamento delle aree interne e del Mezzogiorno, sfiducia verso le istituzioni, crescita delle disuguaglianze e di forme di linguaggio e di conflitto sempre più aspre. Di fronte a tutto ciò, Giovani e Liberi sceglie la strada della partecipazione responsabile, della proposta concreta e della nonviolenza.
2. Chi siamo: identità e storia
Giovani e Liberi è un’associazione di carattere nazionale, pluralista e non confessionale, che riunisce persone di sensibilità laica e cattolica attorno a un nucleo comune di valori civili e democratici.
Negli anni è stata più volte ricevuta in udienza al Quirinale dal Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro nel 1998 e nel 1999 e dal Presidente Carlo Azeglio Ciampi nel 2000. Un riconoscimento che ha rappresentato per l’Associazione non un titolo da esibire, ma una responsabilità: quella di tenere viva, con coerenza, l’attenzione delle istituzioni verso la condizione giovanile.
L’Associazione è stata inoltre proponente del Forum Nazionale dei Giovani, l’organismo di rappresentanza che nasceva dall’esigenza di dare ai giovani una voce unitaria, riconosciuta e stabilmente interlocutrice dello Stato. Quell’intuizione, oggi più che mai, merita di essere ripresa e rilanciata.
3. I nostri valori
3.1 Pluralità
Crediamo in un modello di società plurale, in cui convivano culture, fedi, sensibilità e visioni del mondo differenti. La pluralità non è relativismo: è il riconoscimento che nessuno possiede da solo la verità e che il confronto leale è la condizione della libertà. Nella nostra stessa composizione, laica e cattolica, vediamo la prova che le differenze possono diventare alleanza.
3.2 Nuovo umanesimo
Ci richiamiamo a un nuovo umanesimo che metta al centro la persona, il suo sviluppo integrale, le sue relazioni e la sua responsabilità verso gli altri e verso il creato. In un tempo dominato dall’accelerazione tecnologica, dalla logica della prestazione e dall’individualismo, ribadiamo che l’economia, la tecnica e la politica sono strumenti al servizio dell’uomo, e non il contrario.
3.3 Dignità dell’uomo
Ogni persona ha una dignità inviolabile, che non dipende dal reddito, dal luogo di nascita, dall’origine o dalle condizioni di salute. Il lavoro, l’istruzione, la casa, la cura e la partecipazione non sono privilegi, ma condizioni che rendono effettiva quella dignità.
3.4 Uguaglianza di diritti e pari opportunità
Siamo convinti dell’uguaglianza di tutte le persone in quanto a diritti e dignità. Per questo riteniamo necessario garantire a tutti gli uomini e a tutte le donne un’effettiva pari opportunità di espressione e di sostegno alle proprie necessità. L’uguaglianza formale non basta: serve rimuovere gli ostacoli concreti, economici, sociali e culturali, che impediscono a ciascuno di realizzarsi.
3.5 Libertà responsabile
Il nome che portiamo contiene una scelta: la libertà. Una libertà che non è isolamento né indifferenza, ma capacità di scegliere, di assumersi responsabilità e di costruire legami. Essere liberi significa anche essere liberi dal bisogno, dalla paura, dalla marginalità e dal ricatto.
3.6 Nonviolenza e rispetto delle regole democratiche
Respingiamo ogni forma di violenza, anche nelle manifestazioni di piazza. Allo stesso tempo, rifiutiamo la scorciatoia di liquidare il disagio sociale come semplice questione di ordine pubblico: ne riconosciamo le cause e chiediamo alla politica di darvi risposte vere. Comprendere le ragioni di chi soffre non significa giustificare la violenza, ma togliere alla violenza il terreno su cui cresce.
4. La nostra visione: la «città dell’uomo»
L’orizzonte del nostro impegno è la costruzione di una «città dell’uomo»: un luogo concreto e possibile, che va individuato nei nostri quartieri, nei nostri paesi e nelle nostre città, dove ciascuno è riconosciuto, accolto e messo in condizione di contribuire.
La «città dell’uomo» non è un’utopia lontana. È fatta di:
- spazi in cui le persone possano incontrarsi, studiare, lavorare, fare cultura, fare sport e sentirsi al sicuro;
- servizi accessibili e di qualità, anche nelle periferie e nelle aree interne;
- relazioni tra generazioni, perché i giovani non siano lasciati soli e gli anziani non siano scartati;
- istituzioni vicine, trasparenti e capaci di ascolto;
- comunità nelle quali uomini e donne oneste e di buona volontà uniscono i propri sforzi per un obiettivo comune.
È un progetto di impegno e di fiducia per il futuro dell’Italia: impegno, perché nulla si costruisce senza responsabilità personale e collettiva; fiducia, perché senza speranza nessuna trasformazione è possibile.
5. Le priorità programmatiche
5.1 Rappresentanza giovanile e partecipazione democratica
La prima battaglia dell’Associazione riguarda la possibilità, per i giovani, di avere una voce riconosciuta e influente. Per questo proponiamo:
- il rilancio di un organismo nazionale di rappresentanza giovanile, autonomo, pluralista, democratico e dotato di un reale rapporto con Parlamento e Governo, nello spirito del Forum Nazionale dei Giovani;
- la costituzione, a livello regionale e locale, di consulte e forum giovanili con funzioni consultive vere, risorse certe e obbligo di risposta da parte delle amministrazioni;
- l’introduzione di valutazioni d’impatto generazionale sulle principali scelte legislative e di bilancio, per verificare in anticipo quali effetti avranno sulle nuove generazioni;
- politiche giovanili stabili, finanziate in modo strutturale e coordinate tra i diversi livelli di governo, in modo da superare la logica dei bandi episodici;
- un’attenzione specifica al voto e alla partecipazione giovanile, comprese le forme di astensione e di distanza dalla politica, da leggere come un segnale da ascoltare e non come un’indifferenza da rimproverare.
5.2 Lavoro, dignità e autonomia
Il lavoro è la prima condizione di autonomia e di cittadinanza. Chiediamo e promuoviamo:
- il contrasto alla precarietà e ai tirocini usati come lavoro non retribuito o sottopagato;
- il rafforzamento dell’apprendistato di qualità, dell’alternanza tra formazione e lavoro e dei percorsi di inserimento professionale per chi esce da scuola e università;
- retribuzioni eque, tutela della salute e sicurezza e piena applicazione dei contratti collettivi;
- il sostegno all’imprenditorialità giovanile, alle cooperative, all’economia sociale e alle professioni emergenti, con accesso al credito e accompagnamento;
- la riduzione dei divari di genere nell’occupazione e nelle retribuzioni;
- politiche attive che riconoscano e valorizzino le competenze acquisite anche fuori dai percorsi formali.
5.3 Istruzione, formazione e cultura
Una società libera ha bisogno di persone formate, critiche e consapevoli. Per questo sosteniamo:
- il diritto allo studio effettivo, dalla scuola all’università, con borse, alloggi e servizi adeguati;
- il contrasto alla dispersione scolastica e alle povertà educative, soprattutto nelle periferie e nelle aree interne;
- l’educazione civica, alla cittadinanza, alla legalità, alla Costituzione e al dialogo tra culture e religioni;
- l’alfabetizzazione ai media e al digitale, per difendere il pensiero critico dalla disinformazione e dall’uso passivo delle tecnologie;
- la valorizzazione della cultura come bene comune: biblioteche, teatri, musei, spazi creativi, associazionismo culturale;
- la mobilità formativa in Italia e in Europa, con la garanzia che chi parte possa anche scegliere di tornare.
5.4 Mezzogiorno, aree interne e coesione territoriale
Il futuro dell’Italia passa dalla capacità di non lasciare indietro nessun territorio. Poniamo particolare attenzione a:
- il contrasto allo spopolamento e alla fuga dei giovani dal Sud e dalle aree interne, attraverso servizi essenziali, connessioni digitali e di trasporto, opportunità di lavoro qualificato;
- un uso trasparente, efficace e partecipato dei fondi nazionali ed europei, con il coinvolgimento dei giovani e del Terzo settore nella progettazione e nel monitoraggio;
- il sostegno ai piccoli comuni come presìdi di comunità, di cultura e di cura del territorio;
- politiche di rigenerazione dei borghi e dei quartieri, anche con il recupero degli spazi pubblici inutilizzati.
5.5 Quartieri, città e comunità
La «città dell’uomo» comincia dal quartiere. Proponiamo:
- la rigenerazione urbana orientata alla qualità della vita e all’inclusione, non alla sola valorizzazione immobiliare;
- luoghi di aggregazione giovanile aperti, sicuri e gestiti anche dalle giovani generazioni;
- politiche abitative che favoriscano l’accesso alla casa per giovani e giovani coppie, con affitti sostenibili e housing sociale;
- il rafforzamento del volontariato e dell’associazionismo di prossimità, con forme di collaborazione tra enti pubblici e cittadini attivi;
- la sicurezza intesa come cura dei luoghi, presenza dei servizi, coesione sociale, prima ancora che come sola repressione.
5.6 Pari opportunità e contrasto alle discriminazioni
Il principio di uguaglianza si misura nella vita quotidiana. Per questo ci impegniamo a:
- promuovere la parità tra uomini e donne nel lavoro, nella rappresentanza politica, nella cura e nella vita pubblica;
- contrastare la violenza di genere con prevenzione culturale, educazione al rispetto fin dalla scuola, sostegno concreto alle vittime e ai centri antiviolenza;
- difendere i diritti delle persone con disabilità e garantire accessibilità reale a spazi, servizi, istruzione e lavoro;
- contrastare razzismo, xenofobia, antisemitismo e ogni forma di discriminazione;
- favorire percorsi di integrazione e di cittadinanza per le giovani e i giovani di origine straniera che crescono e studiano in Italia.
5.7 Legalità, cittadinanza attiva e nonviolenza
La democrazia vive di regole condivise e di cittadini che le custodiscono. Intendiamo:
- promuovere la cultura della legalità, il contrasto alle mafie e alla corruzione, la trasparenza amministrativa;
- sostenere esperienze di cittadinanza attiva, servizio civile, volontariato e impegno sociale come scuola di responsabilità;
- diffondere pratiche di gestione nonviolenta dei conflitti e di mediazione;
- richiamare la politica e i corpi intermedi a un linguaggio rispettoso, che non alimenti odio e contrapposizione.
5.8 Ambiente, sostenibilità e transizione giusta
La cura del creato è un dovere verso le generazioni future. Sosteniamo:
- una transizione ecologica ed energetica giusta, che non scarichi i costi sui più deboli e sui territori più fragili;
- la diffusione di forme partecipate di produzione e consumo dell’energia, come le comunità energetiche, evitando operazioni di facciata;
- la tutela del paesaggio, dell’acqua, del suolo e della biodiversità;
- l’educazione ambientale e la creazione di opportunità di lavoro nei settori della sostenibilità.
5.9 Innovazione, digitale e nuove tecnologie
Le tecnologie, compresa l’intelligenza artificiale, possono ampliare le opportunità o aggravare le disuguaglianze. Chiediamo:
- l’accesso universale alle infrastrutture e alle competenze digitali;
- un uso etico, trasparente e controllabile degli algoritmi e dei sistemi automatizzati;
- la tutela della privacy, dei dati personali e del benessere psicologico, soprattutto dei minori;
- il sostegno a una scuola e a una formazione che insegnino a usare la tecnologia senza rinunciare al pensiero critico.
5.10 Europa e dimensione internazionale
Ci riconosciamo nel progetto europeo come spazio di pace, diritti e opportunità. Intendiamo:
- promuovere la partecipazione dei giovani alle politiche e ai programmi dell’Unione, a partire da quelli per l’occupazione e l’inclusione sociale;
- costruire reti e partenariati con organizzazioni giovanili di altri Paesi;
- sostenere la cultura della pace, del dialogo interreligioso e interculturale e della cooperazione internazionale.
6. Il nostro metodo
Per realizzare queste priorità adottiamo un metodo coerente con i valori dichiarati.
- Ascolto: partire dai bisogni reali, raccogliendo testimonianze, dati e proposte direttamente dai giovani e dai territori.
- Competenza: basare le nostre posizioni su dati affidabili e su analisi rigorose, dichiarando sempre i limiti delle fonti e le incertezze.
- Proposta: non limitarci alla denuncia, ma presentare soluzioni concrete, sostenibili e verificabili.
- Alleanza: lavorare con scuole, università, sindacati, imprese, enti locali, parrocchie, associazioni laiche e religiose, movimenti e altre organizzazioni giovanili.
- Trasparenza: rendere pubblici obiettivi, risultati, bilanci e criteri di scelta.
- Nonviolenza: usare solo strumenti democratici e pacifici di pressione e di partecipazione.
- Verifica: misurare periodicamente i risultati, correggere gli errori e rendere conto ai soci e alla comunità.
7. Organizzazione e vita associativa
L’Associazione si struttura secondo principi di democrazia interna, partecipazione e responsabilità.
- Soci e socie: sono il cuore dell’Associazione. Ciascuno partecipa alla definizione degli indirizzi e alla vita delle attività, nel rispetto dello statuto.
- Sedi e gruppi territoriali: favoriscono la presenza locale, il radicamento nei quartieri e nelle città e il collegamento con le istituzioni del territorio.
- Gruppi di lavoro tematici: dedicati ai settori prioritari (lavoro, scuola e formazione, Mezzogiorno, pari opportunità, ambiente, europrogettazione, comunicazione), aperti anche a esperti e a non soci.
- Formazione interna: percorsi per dirigenti e volontari su progettazione, comunicazione, rendicontazione, partecipazione civica.
- Ricambio generazionale: valorizzazione delle nuove leadership, con attenzione alla parità di genere e alla trasmissione dell’esperienza tra generazioni.
- Codice etico: impegno al rispetto reciproco, all’assenza di conflitti d’interesse, alla correttezza nell’uso delle risorse e della comunicazione.
8. Comunicazione e strumenti
La comunicazione è parte integrante della nostra azione politica e culturale. Ci impegniamo a:
- sviluppare e curare il portale dell’Associazione come luogo di informazione, partecipazione e raccolta di proposte;
- produrre contenuti di approfondimento, comunicati, articoli e materiali divulgativi basati su fonti verificabili;
- usare i social media in modo responsabile, evitando semplificazioni distorte e toni d’odio;
- promuovere iniziative pubbliche, convegni, laboratori, incontri nelle scuole e nei quartieri;
- garantire la tutela dei dati personali degli iscritti e degli utenti dei servizi digitali, nel rispetto della normativa vigente.
9. Alleanze e rapporti istituzionali
Giovani e Liberi è un’associazione autonoma, ma non autosufficiente. Desideriamo:
- dialogare con le istituzioni a tutti i livelli (Presidenza della Repubblica, Parlamento, Governo, Regioni, Comuni), nel rispetto dei reciproci ruoli;
- collaborare con il mondo della scuola, dell’università e della ricerca;
- fare rete con il Terzo settore, il volontariato, il mondo cooperativo, le realtà ecclesiali e quelle laiche;
- costruire partenariati per progetti nazionali ed europei, valorizzando le competenze di progettazione e rendicontazione maturate dai soci.
10. Dodici impegni per i prossimi anni
- Rilanciare, insieme ad altre realtà, la proposta di un organismo nazionale di rappresentanza giovanile autonomo e riconosciuto.
- Promuovere in ogni territorio forum e consulte giovanili effettivamente ascoltate.
- Chiedere la valutazione d’impatto generazionale delle leggi e dei bilanci pubblici.
- Sostenere politiche per un lavoro stabile, dignitoso e qualificato per i giovani.
- Difendere il diritto allo studio e contrastare la dispersione scolastica e le povertà educative.
- Contribuire a frenare lo spopolamento del Mezzogiorno e delle aree interne.
- Favorire la rigenerazione dei quartieri e la creazione di spazi di aggregazione giovanile.
- Promuovere pari opportunità e contrasto a ogni discriminazione e violenza di genere.
- Diffondere la cultura della legalità, del servizio civile e della cittadinanza attiva.
- Sostenere una transizione ecologica giusta e partecipata.
- Promuovere l’alfabetizzazione digitale e mediatica e un uso etico delle tecnologie.
- Rafforzare la partecipazione dei giovani al progetto europeo e alle reti internazionali.
11. Conclusione
Giovani e Liberi desidera continuare a proporre un progetto di impegno e di fiducia per il futuro dell’Italia: un’Italia più rispettosa della persona, più giusta con le nuove generazioni, più coesa tra Nord e Sud, più attenta ai quartieri e alle città in cui le persone vivono davvero.
La «città dell’uomo» non si costruisce con una decisione dall’alto né con la rassegnazione di chi si tira indietro. Si costruisce giorno dopo giorno, quando uomini e donne oneste e di buona volontà decidono di unire gli sforzi, mettendo da parte le appartenenze che dividono e valorizzando quelle che arricchiscono.
A questo impegno chiamiamo i giovani, le famiglie, le scuole, le comunità, le istituzioni e tutte le realtà che condividono i nostri valori. Perché il futuro non è qualcosa che si attende: è qualcosa che si costruisce, insieme, liberi e responsabili.
