• Collegamento a X
  • Collegamento a Instagram
  • Collegamento a Facebook Collegamento a Facebook Collegamento a Facebook
+39 32804 23247
Giovani e liberi
  • Home
  • CHI SIAMO
    • Manifesto Programmatico
  • La nostra Storia
  • Comunicati Stampa
  • Articoli e Guide
  • Bacheca Lavoro
  • Link Utili
  • Youtube Gallery
  • Accesso Sito
    • Registrazione Sito
    • Recupero Password
  • Fare clic per aprire il campo di ricerca Fare clic per aprire il campo di ricerca Cerca
  • Menu Menu
Sei in: Home1 / Articoli e Guide2 / Comunicati Stampa3 / Basilicata, terra di petrolio e paradossi: il bilancio di dieci anni e...

Basilicata, terra di petrolio e paradossi: il bilancio di dieci anni e le prospettive di una regione in bilico

20 Ottobre 2026/0 Commenti/in Comunicati Stampa/da oronzo
Numero di Visite: 38

Poche regioni italiane raccontano, come la Basilicata, la distanza tra ricchezza estratta dal sottosuolo e sviluppo mancato in superficie. Negli ultimi dieci anni la Basilicata ha attraversato uno scandalo giudiziario che ha travolto la sua classe dirigente, un cambio di colore politico dopo un quarto di secolo di governo unico, un’economia trainata da petrolio e aerospazio ma frenata da uno spopolamento record in Italia. Questo articolo prova a fare un bilancio onesto — fatti, numeri, opinioni a confronto — di un decennio complicato per la Basilicata, e a indicare le prospettive economiche più concrete per chi ci vive, ci lavora o vuole investirci.

La Basilicata oggi: una fotografia essenziale

Con poco più di 550.000 abitanti, la Basilicata è tra le regioni più piccole e meno popolate d’Italia, ma paradossalmente ospita nel proprio sottosuolo il più grande giacimento petrolifero su terraferma dell’Europa continentale (Val d’Agri) e un secondo importante polo estrattivo (Tempa Rossa, nel comune di Corleto Perticara). È anche la regione di Matera, Capitale europea della Cultura nel 2019 e oggi Capitale mediterranea del Dialogo e della Cultura 2026, e ospita uno dei centri aerospaziali più rilevanti del Mediterraneo, il Centro di Geodesia Spaziale dell’ASI a Matera. Su questo territorio piccolo e per certi versi privilegiato in termini di risorse si è consumato, negli ultimi dieci anni, un decennio di luci e ombre che merita di essere raccontato senza sconti a nessuna delle due narrazioni prevalenti — quella trionfalistica delle istituzioni e quella catastrofista di certa opposizione e stampa critica.

Il bilancio economico della Basilicata negli ultimi dieci anni

La crescita del PIL lucano: numeri modesti e ultimi posti in Italia

Tra il 2019 e il 2022 l’economia della Basilicata ha vissuto una fase relativamente positiva, con il PIL regionale cresciuto del 2,9% (a prezzi costanti), un dato che colloca la regione al secondo posto tra quelle meridionali dopo la Puglia, e con un PIL pro capite stabilmente tra i primi posti del Mezzogiorno. Dal 2023 in poi, però, la crescita ha rallentato in modo netto: nel 2025 il PIL della Basilicata è aumentato solo dello 0,6%, trainato da servizi ed espansione (contenuta) delle costruzioni, mentre il valore aggiunto industriale si è contratto. Le previsioni Confcommercio per il 2026 confermano la stessa fotografia: +0,6% contro lo 0,9% nazionale, con i consumi delle famiglie lucane in crescita di appena lo 0,4% (contro l’1,2% italiano). Solo la Calabria condivide con la Basilicata un andamento così debole. Anche guardando alla spesa delle famiglie in prospettiva storica, l’indice lucano resta fermo a 97,1 rispetto ai livelli pre-crisi del 2007 (indice 104), segno di una domanda interna che non si è mai davvero ripresa.

Lavoro e occupazione in Basilicata: un miglioramento reale, ma parziale

Non tutti i dati economici della Basilicata sono negativi. Il tasso di occupazione regionale è salito dal 52,5% del 2021 al 56% del 2024, con industria e costruzioni tra i settori trainanti, e il tasso di disoccupazione è sceso al 7,8% nel periodo 2019-2023, avvicinandosi alla media nazionale. Restano tuttavia due criticità strutturali segnalate da sindacati e organismi tecnici: salari medi più bassi della media italiana e un potere d’acquisto che, replicando la dinamica nazionale (-8,6% delle retribuzioni reali rispetto al 2019), pesa proporzionalmente di più in un contesto già fragile come quello lucano.

Lo spopolamento: l’emergenza più grave della Basilicata

Il dato più allarmante nel bilancio decennale della Basilicata riguarda la demografia. Tra il 2014 e il 2024 la regione ha perso oltre 44.755 residenti, pari a un calo del 7,74%, il tasso di declino demografico più alto d’Italia (-9,0 per mille nell’ultimo anno rilevato), accompagnato dal peggior saldo migratorio interno del Paese (-5,5 per mille): più di cinque lucani su mille ogni anno si trasferiscono in altre regioni. Secondo le proiezioni Svimez, la Basilicata rischia di perdere un ulteriore 22,5% della popolazione entro il 2050, il calo più severo previsto per qualunque regione italiana. Il dato più paradossale, sottolineato dalla stessa Svimez, è che questo spopolamento avviene nonostante PIL e occupazione in crescita: oltre 4.000 laureati lucani hanno lasciato la regione negli ultimi cinque anni, il rapporto più alto del Mezzogiorno rispetto alla popolazione residente. È la prova che, in Basilicata, crescita economica e tenuta demografica hanno smesso di andare di pari passo.

Il bilancio politico della Basilicata negli ultimi dieci anni

L’era Bardi: continuità di potere, discontinuità di colore

Alle regionali del 2019 il centrodestra, con il generale in pensione della Guardia di Finanza Vito Bardi, interrompe per la prima volta in 24 anni il governo del centrosinistra in Basilicata. Bardi viene poi rieletto nel 2024 per un secondo mandato. Il suo programma si è concentrato su infrastrutture, trasparenza amministrativa — anche in risposta ai rilievi della Corte dei Conti sui bilanci non parificati dell’era Pittella — e sulla rinegoziazione delle royalties petrolifere come leva di sviluppo. Cinque anni dopo la fine della vicenda Pittella, la sanità lucana resta però uno dei terreni più critici anche sotto la nuova gestione: liste d’attesa, difficoltà di attrazione di personale medico e infermieristico e tensioni sulla programmazione ospedaliera continuano a essere al centro del dibattito politico regionale, a dimostrazione che il cambio di maggioranza non ha risolto da solo un problema strutturale.

Un bilancio regionale ancora dipendente dalle royalties

Uno dei limiti più segnalati dagli osservatori indipendenti nel bilancio politico della Basilicata riguarda la dipendenza cronica dei conti regionali dal gettito petrolifero. Come ha osservato nel 2024 l’ex assessore regionale Cifarelli, il bilancio della Basilicata resta “eccessivamente legato al gettito delle royalty”, una condizione che limita la capacità di programmazione a lungo termine e lascia scoperti settori come cultura, welfare comunale e terzo settore quando il prezzo del greggio o la produzione estrattiva calano.

Petrolio in Basilicata: la maledizione delle risorse?

Royalties: quanto valgono e come vengono spese

Dal 2008 al 2024 la Basilicata ha ricevuto complessivamente oltre 1,89 miliardi di euro di royalties dall’estrazione petrolifera, secondo i dati UNMIG, con un accordo integrativo Eni-Regione del 2021 che ha portato il totale a oltre 200 milioni l’anno tra royalty di legge e compensazioni aggiuntive (fino a 700 milioni in dieci anni). Il punto più controverso, denunciato da attivisti ambientali e da parte della stampa investigativa, è l’uso di questi fondi: oltre l’80% delle royalties storiche è stato destinato a spesa corrente — sanità, università, trasporto pubblico, bonus — mentre gli investimenti strutturali per lo sviluppo del territorio sono rimasti vicini allo zero. È un tema che attraversa trasversalmente le giunte di entrambi gli schieramenti politici che si sono succedute in Basilicata negli ultimi vent’anni, e non solo l’ultimo decennio.

Ambiente e salute in Val d’Agri e Gorgoglione

Sul fronte ambientale, associazioni come Legambiente Basilicata e Cova Contro denunciano da anni un peggioramento delle condizioni socio-economiche, ambientali e sanitarie nelle aree di estrazione dopo oltre vent’anni di attività, con episodi documentati di sversamenti e contaminazioni nei pressi dei centri olio. Il governo regionale, dal canto suo, rivendica investimenti in monitoraggio ambientale e ha rinnovato nel 2024 la concessione Gorgoglione (Tempa Rossa) per altri cinque anni, sostenendo la compatibilità tra estrazione e tutela del territorio. È uno dei terreni su cui il confronto tra le due letture della Basilicata — motore energetico nazionale da un lato, territorio sacrificato dall’altro — resta più acceso e meno conciliabile.

Opinioni a confronto sulla Basilicata: crescita o declino?

Chi vede una regione in ripresa

Istituzioni regionali e nazionali, in occasioni come il tour Ansa “Italia Innovativa” del maggio 2026, indicano nella Basilicata un potenziale ancora da esprimere pienamente: aerospazio, sanità pubblica di qualità in alcuni presidi, Matera come modello di rigenerazione culturale, turismo in crescita. A supporto di questa lettura ci sono dati oggettivi: l’occupazione è salita, i flussi turistici verso Matera nel 2026 hanno superato gli 890.000 visitatori unici nei primi sette mesi dell’anno, e il finanziamento PNRR per la Basilicata supera 1,8 miliardi di euro, con fondi dedicati anche al recupero dei Sassi e alla mobilità regionale.

Chi denuncia un’occasione mancata

Sul versante opposto, sindacati (Cgil, Cisl, Confsal Basilicata), Svimez e parte della stampa indipendente lucana descrivono un’”occasione mancata”: una regione che, pur avendo ricevuto quasi due miliardi di euro di royalties petrolifere in quindici anni e miliardi di fondi europei, non è riuscita a invertire lo spopolamento né a trattenere i propri laureati. In questa lettura, la Basilicata rischia di diventare un caso da manuale di “maledizione delle risorse” in miniatura: ricchezza estratta dal sottosuolo che non si traduce in sviluppo diffuso, mentre il capitale umano più qualificato continua a emigrare.

Una valutazione d’insieme sul decennio della Basilicata

Guardando ai dati nel loro complesso, il bilancio della Basilicata negli ultimi dieci anni appare più sfaccettato di entrambe le narrazioni contrapposte. Sul piano della governance, il passaggio dalla crisi giudiziaria del 2018 alla stabilità dell’era Bardi ha portato a una gestione dei conti pubblici più ordinata, ma non ha risolto i nodi strutturali ereditati da decenni di governo unico: dipendenza dalle royalties, sanità in affanno, aree interne scoperte. Sul piano economico, i numeri di crescita e occupazione sono migliori di quanto la narrazione più pessimista suggerisca, ma restano sistematicamente sotto la media nazionale e meridionale, e soprattutto non bastano a trattenere popolazione e capitale umano. È forse questo lo scarto più significativo da tenere a mente per chi valuta la Basilicata oggi: la regione cresce, ma cresce troppo poco e troppo lentamente per contrastare un declino demografico che, se non affrontato con decisione nei prossimi anni, rischia di rendere irrilevanti anche i miglioramenti macroeconomici registrati finora.

Prospettive economiche della Basilicata: dove può crescere la regione

Turismo e “effetto Matera”: un modello da estendere

Il settore su cui la Basilicata mostra i segnali più incoraggianti è il turismo. Matera, dopo il 2019 da Capitale europea della Cultura, mantiene un flusso di visitatori solido e nel 2026, da Capitale mediterranea del Dialogo e della Cultura, punta a consolidarsi come destinazione di livello europeo. Operatori del settore, come il Consorzio Turistico di Maratea, indicano nel turismo esperienziale e sostenibile — mare, borghi, parchi, enogastronomia — la leva più concreta di sviluppo diffuso per la Basilicata, a condizione di costruire una strategia regionale unitaria che oggi manca ancora, secondo gli stessi operatori.

Aerospazio e transizione energetica: le nuove filiere

Accanto al turismo, l’aerospazio rappresenta una delle eccellenze meno raccontate della Basilicata: il Centro di Geodesia Spaziale di Matera è un asset strategico nazionale su cui la regione può costruire una filiera di ricerca e osservazione della Terra ad alto valore aggiunto. Parallelamente, la fase di transizione energetica pone alla Basilicata una sfida e un’opportunità: il petrolio lucano, con l’ingresso di Total e il graduale calo dell’estrazione (-11% segnalato nel 2026), è una risorsa in esaurimento nel medio periodo, il che rende urgente una strategia “no oil” di riconversione delle competenze e delle royalties residue verso investimenti strutturali piuttosto che spesa corrente.

Aree interne e giovani: la sfida demografica

Nessuna prospettiva economica della Basilicata può prescindere dal contrasto allo spopolamento. I 195 milioni di euro PNRR destinati a scuole, asili nido e welfare territoriale, richiamati da Cgil Basilicata, sono una leva concreta ma richiedono progettualità locale per non essere persi. La sfida più difficile resta trattenere i laureati lucani, offrendo condizioni di lavoro e salari competitivi rispetto ad altre regioni italiane ed europee: senza questo, ogni altro investimento infrastrutturale rischia di avere un impatto limitato nel tempo.

Consigli pratici per chi vive, lavora o investe in Basilicata

Per cittadini e famiglie

  • Monitorare i bandi PNRR dedicati a servizi per l’infanzia e welfare territoriale, spesso poco pubblicizzati nei piccoli comuni delle aree interne della Basilicata.
  • Tenere d’occhio i piani di riorganizzazione della sanità regionale, in particolare su liste d’attesa e mobilità sanitaria verso altre regioni, per pianificare per tempo le proprie esigenze di cura.

Per giovani e lavoratori

  • Valutare i settori in espansione nella regione — aerospazio, turismo, ricerca e osservazione della Terra — dove la Basilicata offre competenze specialistiche difficili da trovare altrove nel Mezzogiorno.
  • Informarsi su incentivi regionali e nazionali per il rientro dei cervelli e per l’avvio di impresa giovanile, spesso più generosi in una regione a bassa densità demografica come la Basilicata.

Per chi vuole investire o fare impresa

  • Approfondire gli incentivi ZES unica per il Mezzogiorno e i fondi Sviluppo Basilicata legati alla filiera energetica e alle compensazioni Total-Eni, particolarmente rilevanti per le PMI locali.
  • Considerare il turismo esperienziale e la filiera enogastronomica come settori a minor barriera d’ingresso e domanda in crescita, soprattutto nell’entroterra e sulla costa di Maratea.
  • Valutare con attenzione la dipendenza dei bandi regionali dal ciclo delle royalties petrolifere, un fattore di rischio da considerare nella pianificazione di investimenti pluriennali legati a fondi pubblici lucani.

Domande frequenti sulla Basilicata

Perché la Basilicata si sta spopolando così rapidamente?

La Basilicata registra il tasso di declino demografico più alto d’Italia (-9,0 per mille) a causa della combinazione tra bassa natalità, invecchiamento della popolazione e un saldo migratorio interno fortemente negativo, con laureati e giovani che si trasferiscono verso altre regioni in cerca di salari e opportunità migliori.

Quanto guadagna la Basilicata dalle royalties petrolifere?

Tra il 2008 e il 2024 la Basilicata ha ricevuto oltre 1,89 miliardi di euro di royalties dall’estrazione petrolifera in Val d’Agri e a Tempa Rossa, con un gettito annuo che negli ultimi anni si è attestato tra i 120 e i 200 milioni di euro, a seconda degli accordi integrativi con le compagnie estrattive.

La Basilicata è una regione in crescita o in declino economico?

I dati sono contrastanti: il PIL e l’occupazione della Basilicata sono cresciuti negli ultimi anni, ma a ritmi tra i più bassi d’Italia (+0,6% nel 2026, contro lo 0,9% nazionale), e la crescita economica non è riuscita finora a fermare lo spopolamento né la fuga dei laureati.

Chi governa oggi la Basilicata e da quando?

Dal 2019 la Basilicata è governata dal centrodestra con il presidente Vito Bardi, rieletto per un secondo mandato nel 2024, dopo 24 anni ininterrotti di governo del centrosinistra conclusi con lo scandalo giudiziario sulla sanità lucana del 2018.

Conclusione

Il bilancio degli ultimi dieci anni della Basilicata è quello di una regione che ha attraversato una crisi politica profonda, ha cambiato guida, ha visto crescere occupazione e PIL a ritmi comunque insufficienti, e continua a perdere popolazione più velocemente di qualunque altra regione italiana. Le prospettive economiche della Basilicata — turismo, aerospazio, transizione energetica, valorizzazione delle aree interne — esistono e sono concrete, ma richiedono una capacità di programmazione di lungo periodo che finora è mancata, complice anche una dipendenza strutturale dei conti pubblici regionali dal gettito petrolifero. Il prossimo decennio dirà se la Basilicata saprà trasformare le proprie risorse, materiali e immateriali, in sviluppo diffuso e stabile, o se continuerà a essere, come l’ha definita parte della stampa investigativa, una regione “ricca di petrolio, povera di futuro”.


Fonti principali: Istat, Svimez, Documento di Economia e Finanza Regionale della Basilicata 2025-2027, Cgil/Cisl/Confsal Basilicata, Confcommercio, UNMIG, Ansa, Il Sole 24 Ore, Il Fatto Quotidiano, Altreconomia, Quotidiano del Sud, Basilicata24 (dati aggiornati a settembre 2026).

Condividi questo articolo
  • Condividi su Facebook
  • Condividi su X
  • Condividi su LinkedIn
  • Condividi attraverso Mail
  • Collegamento a Instagram
https://www.giovanieliberi.org/wp-content/uploads/2026/10/Regione-Basilicata.webp 768 1408 oronzo https://www.giovanieliberi.org/wp-content/uploads/2026/10/Logo.jpg oronzo2026-10-20 10:32:292026-10-21 05:05:03Basilicata, terra di petrolio e paradossi: il bilancio di dieci anni e le prospettive di una regione in bilico
0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Search Search

Online Users

Total 89 users including 0 member, 89 guests, 0 bot online

Most users ever online were 274, on 21 Ottobre 2026 @ 8:10

Popolare
  • Giovani, non lasciamoli indietro: serve un organismo nazionale...19 Ottobre 2026 - 7:22di: oronzoin: Comunicati Stampa
  • Giovani e Liberi inaugura il nuovo portale: uno spazio digitale...19 Ottobre 2026 - 17:35di: oronzoin: Articoli
  • Il Sud che cresce e si svuota: il paradosso del lavoro giovanile...20 Ottobre 2026 - 10:11di: oronzoin: Comunicati Stampa
  • Basilicata, terra di petrolio e paradossi: il bilancio di...20 Ottobre 2026 - 10:32di: oronzoin: Comunicati Stampa
Recente
  • Trenitalia: nuove selezioni per l’assunzione di diplo...26 Ottobre 2026 - 16:51di: oronzoin: Bacheca Lavoro
  • RAI assume 34 diplomati26 Ottobre 2026 - 12:45di: oronzoin: Bacheca Lavoro
  • Banca di Asti: 120 assunzioni26 Ottobre 2026 - 12:05di: oronzoin: Bacheca Lavoro
  • Come scrivere un curriculum vitae: guida completa25 Ottobre 2026 - 18:06di: oronzoin: Articoli
Commenti
Tags

NEWSLETTER

Archivi

  • Ottobre 2026

Menu

  • Home
  • CHI SIAMO
    • Manifesto Programmatico
  • La nostra Storia
  • Comunicati Stampa
  • Articoli e Guide
  • Bacheca Lavoro
  • Link Utili
  • Youtube Gallery
  • Accesso Sito
    • Registrazione Sito
    • Recupero Password
Popolare
  • Giovani, non lasciamoli indietro: serve un organismo nazionale...19 Ottobre 2026 - 7:22di: oronzoin: Comunicati Stampa
  • Giovani e Liberi inaugura il nuovo portale: uno spazio digitale...19 Ottobre 2026 - 17:35di: oronzoin: Articoli
  • Il Sud che cresce e si svuota: il paradosso del lavoro giovanile...20 Ottobre 2026 - 10:11di: oronzoin: Comunicati Stampa
  • Basilicata, terra di petrolio e paradossi: il bilancio di...20 Ottobre 2026 - 10:32di: oronzoin: Comunicati Stampa
Recente
  • Trenitalia: nuove selezioni per l’assunzione di diplo...26 Ottobre 2026 - 16:51di: oronzoin: Bacheca Lavoro
  • RAI assume 34 diplomati26 Ottobre 2026 - 12:45di: oronzoin: Bacheca Lavoro
  • Banca di Asti: 120 assunzioni26 Ottobre 2026 - 12:05di: oronzoin: Bacheca Lavoro
  • Come scrivere un curriculum vitae: guida completa25 Ottobre 2026 - 18:06di: oronzoin: Articoli
Commenti
Tags

Categorie

  • Articoli (6)
  • Bacheca Lavoro (5)
  • Comunicati Stampa (4)

NewsLetter

@copyright Giovani e Liberi
  • Collegamento a X
  • Collegamento a Instagram
  • Collegamento a Facebook Collegamento a Facebook Collegamento a Facebook
  • Home
  • CHI SIAMO
  • La nostra Storia
  • Comunicati Stampa
  • Articoli e Guide
  • Bacheca Lavoro
  • Link Utili
  • Youtube Gallery
  • Accesso Sito
Collegamento a: Il Sud che cresce e si svuota: il paradosso del lavoro giovanile nel Mezzogiorno nel 2026 Collegamento a: Il Sud che cresce e si svuota: il paradosso del lavoro giovanile nel Mezzogiorno nel 2026 Il Sud che cresce e si svuota: il paradosso del lavoro giovanile nel Mezzogiorno... Collegamento a: Giovani in Basilicata: dalla fuga al ritorno, un sistema che deve muoversi come un tutt’uno Collegamento a: Giovani in Basilicata: dalla fuga al ritorno, un sistema che deve muoversi come un tutt’uno Giovani in Basilicata_ dalla fuga al ritornoGiovani in Basilicata: dalla fuga al ritorno, un sistema che deve muoversi come...
Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto

Questo sito utilizza i cookie. Continuando a navigare nel sito, acconsentite al nostro utilizzo dei cookie.

Accettare le impostazioniNascondi solo la notificaImpostazioni

Cookie and Privacy Settings



Come usiamo i cookie

Potremmo richiedere che i cookie siano attivi sul tuo dispositivo. Utilizziamo i cookie per farci sapere quando visitate i nostri siti web, come interagite con noi, per arricchire la vostra esperienza utente e per personalizzare il vostro rapporto con il nostro sito web.

Clicca sulle diverse rubriche delle categorie per saperne di più. Puoi anche modificare alcune delle tue preferenze. Tieni presente che il blocco di alcuni tipi di cookie potrebbe influire sulla tua esperienza sui nostri siti Web e sui servizi che siamo in grado di offrire.

Cookie essenziali del sito Web

Questi cookie sono strettamente necessari per fornirvi i servizi disponibili attraverso il nostro sito web e per utilizzare alcune delle sue caratteristiche.

Poiché questi cookie sono strettamente necessari per fornire il sito web, rifiutarli avrà un impatto come il nostro sito funziona. È sempre possibile bloccare o eliminare i cookie cambiando le impostazioni del browser e bloccando forzatamente tutti i cookie di questo sito. Ma questo ti chiederà sempre di accettare/rifiutare i cookie quando rivisiti il nostro sito.

Rispettiamo pienamente se si desidera rifiutare i cookie, ma per evitare di chiedervi gentilmente più e più volte di permettere di memorizzare i cookie per questo. L’utente è libero di rinunciare in qualsiasi momento o optare per altri cookie per ottenere un’esperienza migliore. Se rifiuti i cookie, rimuoveremo tutti i cookie impostati nel nostro dominio.

Vi forniamo un elenco dei cookie memorizzati sul vostro computer nel nostro dominio in modo che possiate controllare cosa abbiamo memorizzato. Per motivi di sicurezza non siamo in grado di mostrare o modificare i cookie di altri domini. Puoi controllarli nelle impostazioni di sicurezza del tuo browser.

Cookie di Google Analytics

Questi cookie raccolgono informazioni che vengono utilizzate sia in forma aggregata per aiutarci a capire come viene utilizzato il nostro sito web o quanto sono efficaci le nostre campagne di marketing, o per aiutarci a personalizzare il nostro sito web e l'applicazione per voi al fine di migliorare la vostra esperienza.

Se non vuoi che tracciamo la tua visita al nostro sito puoi disabilitare il tracciamento nel tuo browser qui:

Altri servizi esterni

Utilizziamo anche diversi servizi esterni come Google Webfonts, Google Maps e fornitori esterni di video. Poiché questi fornitori possono raccogliere dati personali come il tuo indirizzo IP, ti permettiamo di bloccarli qui. Si prega di notare che questo potrebbe ridurre notevolmente la funzionalità e l’aspetto del nostro sito. Le modifiche avranno effetto una volta ricaricata la pagina.

Google Fonts:

Impostazioni Google di Enfold:

Cerca impostazioni:

Vimeo and Youtube video embeds:

Privacy Policy

Puoi leggere i nostri cookie e le nostre impostazioni sulla privacy in dettaglio nella nostra pagina sulla privacy.

Privacy Policy
Accettare le impostazioniNascondi solo la notifica